Prestito della Speranza

Obiettivo del Prestito della Speranza è favorire una nuova modalità di sostegno alla condizione di vulnerabilità economica e sociale di alcune categorie di Persone, Famiglie e Piccole Imprese che non consente loro l’accesso al credito per le vie ordinarie.

 

Il Progetto nasce nel 2009 per iniziativa della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) in collaborazione con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Ad esso hanno aderito diversi Istituti di Credito tra cui Intesa Sanpaolo.

Contestualmente la CEI ha istituito un Fondo di Garanzia affidandone la gestione a Banca Prossima. Nelle prime due edizioni sono stati erogati oltre 26 milioni di euro a supporto di 4.500 famiglie.

Si può pertanto affermare che in tale arco temporale questa è la più importante iniziativa, realizzata nel nostro Paese, di sostegno creditizio alle “Persone sostenibili” che si trovino in condizioni di temporanea difficoltà.

Dopo cinque anni di positiva esperienza, nel febbraio 2015 la CEI ha rinnovato in esclusiva con Intesa Sanpaolo il progetto di sostegno creditizio alle Persone, Famiglie e Piccole Imprese che si trovino in difficoltà nell’accesso al credito ordinario.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si è infatti mostrato interlocutore dinamico e proattivo nella realizzazione del programma di credito, erogando il maggior numero di finanziamenti anche grazie ad uno specifico modello per la valutazione del merito creditizio. Le competenze professionali degli Operatori della Banca sono state integrate con quelle dei Volontari dell’Associazione VO.B.I.S. – Volontari Bancari per le Iniziative nel Sociale – che si impegnano nell’accompagnamento e nel tutoraggio dei soggetti bisognosi.

In occasione della terza edizione del Prestito della Speranza, la stessa CEI ha costituito un Fondo di Garanzia di 25 milioni di euro che, a seguito del moltiplicatore 4 adottato da Intesa Sanpaolo, dovrebbe consentire di erogare finanziamenti fino ad un ammontare complessivo pari ad euro 100 milioni, a copertura del sottostante rischio creditizio.

Il buon esito dei piani di ammortamento dei Prestiti erogati salvaguarderebbe la consistenza del Fondo medesimo generando, di conseguenza, un virtuoso meccanismo di solidarietà perpetuabile nel tempo.  Ciò consentirebbe di garantire un numero di finanziamenti sempre maggiore e, più in generale, di creare “valore sociale” e di alimentare un processo di inclusione finanziaria sempre più ampio. 

Destinatari del “Prestito della Speranza”

 Possono essere ammessi ai finanziamenti concessi dalla Banca ai sensi della Convenzione:

Persone fisiche e famiglie che versino in situazione di vulnerabilità economica e sociale quali:

  • persone in difficoltà economica-finanziaria, disoccupati e cassaintegrati a causa della crisi economica, giovani in cerca di prima occupazione, lavoratori precari, giovani coppie che necessitano di beni e servizi di prima necessità escludendo il sostegno a spese voluttuarie e superflue;
  • categorie di persone disagiate in grado di intraprendere un nuovo progetto di lavoro.

I richiedenti , se persone fisiche, devono essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • certificazione ISEE rilasciata da ente ufficiale abilitato, attestante lo stato di necessità;
  • nel caso di disagio, malattia, o invalidità: copia della documentazione attestante la circostanza, rilasciata dall’INPS o da altro organo competente (Ente pubblico, Asl….)
  • nel caso di disoccupazione: lettera di Licenziamento e periodo di preavviso o fine contratto, o iscrizione alle liste di disoccupazione.

 Caratteristiche dei finanziamenti destinati a Persone Fisiche.

 Si tratta di finanziamenti di importo non superiore a 7.500 euro, TAN non superiore al 2,5%, erogabili in più tranche periodiche. E’ previsto un periodo di preammortamento di 12 mesi; il finanziamento ha durata massima di 6 anni incluso il periodo di preammortamento. Non si applicano al finanziamento le penali di eventuale estinzione anticipata. Nel caso di finanziamento di 7.500 euro, la rata mensile indicativa è di circa 135 euro. 

Credito “all’impresa” – Riservato a Microimprese. 

Sono finanziamenti di importo non superiore a 25.000 euro, erogati in una unica tranche, se non diversamente concordato tra Banca e Cliente, per l’avvio o lo sviluppo di un’iniziativa imprenditoriale o di lavoro autonomo, TAN non superiore al 4,50% . E’ previsto un periodo di preammortamento di 12 mesi; il finanziamento ha durata massima di 6 anni incluso il periodo di preammortamento. Per un prestito di 25.000 euro, la rata mensile indicativa è di 468 euro. In nessun caso si applicano le penali di estinzione anticipata. 

Possono richiederlo:

  • persone disagiate, in grado di intraprendere un nuovo progetto imprenditoriale ( Le Microimprese , che incontrino difficoltà di accesso al credito per realizzare investimenti sostenibili di crescita e sviluppo oppure sono in fase di avvio:
  • imprese individuali,
  • società di persone,
  • R.L. semplificata ex art. 2463 bis c.c., j) società cooperative

*come definite dall’articolo 18, comma 1, lett. d-bis, del D. Lgs. 6.9.2005, n. 206 (Codice del Consumo). 

Alle “Microimprese” viene richiesto: 

  • Iscrizione alla Camera di Commercio e partita IVA;
  • Bilancio degli ultimi tre anni o di un periodo inferiore equivalente all’intero periodo di attività,
  • Business-plan del progetto di rilancio;
  • Business plan di start up di nuova attività;
  • Regolarità delle posizioni fiscali e contributive (DURC).

Il ruolo di VO.B.I.S. 

VO.B.I.S. è acronimo di VOlontari Bancari per le Iniziative nel Sociale.

Associazione costituita il 1 luglio 2009 ai sensi della Legge quadro sul Volontariato n. 266/94, VOBIS è uno dei sottoscrittori della Convenzione per il “Prestito della Speranza” rinnovata nel febbraio scorso fra CEI, Caritas, Banca Prossima, Intesa Sanpaolo e VOBIS ed è altresì impegnata nella costante attuazione della Convenzione a suo tempo firmata fra la Banca e VOBIS.

VOBIS opera in tutta Italia attraverso 11 Sezioni territoriali [Nord Ovest(Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria), Lombardia, Triveneto, Emilia Romagna – Marche, Toscana-Umbria, Centro (Lazio, Abruzzo e Molise), Campania, Puglia-Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna] coordinate dalla Segreteria Nazionale attiva presso la Sede Sociale di Torino.

Per la gestione delle attività, l’Associazione individua un referente di progetto che ha il compito di coordinare i Volontari, curare l’esecuzione del piano operativo e verificare l’esatto sviluppo delle attività, mantenendo una comunicazione attiva con il referente di filiale di Intesa Sanpaolo.

VO.B.I.S. svolge attività di valutazione, accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio delle persone e delle famiglie, raccordandosi con gli Uffici Diocesani/Caritas e con la Banca.

L’attività dell’Associazione è mossa da princìpi di solidarietà sociale, in totale assenza di scopi di lucro ed è intesa a favorire il processo di reinclusione finanziaria di Soggetti sostenibili.

Il Volontario mette a disposizione capacità professionali maturate nel settore del credito al servizio di privati e microimprese che incontrano difficoltà di accesso al credito, soprattutto in momenti di crisi economica.

VOBIS affianca quale tutor il Richiedente e attiva con quest’ultimo un confronto fondato sulla reciproca fiducia. Il Volontario svolge perciò un ruolo propedeutico e complementare a quello della Banca, cui in ogni caso compete l’incondizionata valutazione del merito creditizio. 

Lineamenti Operativi 

L’Associazione, in particolare, incontra (su segnalazione della Caritas o degli Uffici Diocesani) le persone interessate a contrarre il “Prestito della Speranza.”

All’esito del confronto, esprime un giudizio sulla sostenibilità del finanziamento richiesto, utilizzando proprie metodologie di analisi maturate nell’assistenza a persone in stato di bisogno e le accompagna nell’iter finalizzato alla presentazione della domanda di finanziamento alla Banca.

In particolare, il Volontario fornisce assistenza nell’elaborazione e nella gestione di progetti di reinserimento lavorativo o di avvio di attività imprenditoriali, supportando i richiedenti il prestito nelle fasi dell’analisi della sostenibilità e della capacità di gestione del debito. In quest’ultimo caso affianca i richiedenti nell’analisi di fattibilità dell’idea imprenditoriale e, ad esito positivo di queste analisi, nell’impostazione del relativo piano economico finanziario, a corredo dell’istruttoria di finanziamento da sottoporre alla Banca.

Il Volontario cura perciò una valutazione della sostenibilità della Persona incentrata sul potenziale superamento del suo stato di contingente difficoltà attraverso l’analisi di tutte le variabili che possono concorrere a ripristinare una situazione di equilibrio economico-finanziario, ivi compresa la sua capacità prospettica di gestione del debito. In questo contesto rilevanza specifica viene attribuita anche ai valori morali ed etici della Persona e al rapporto di reciproca fiducia che il Volontario tende ad instaurare con l’interlocutore.

Nella fase di erogazione del finanziamento lo stesso Volontario verifica con sistematica periodicità, di solito bimestrale, l’andamento del processo di gestione economico-finanziaria da parte del Beneficiario del Finanziamento e ne valuta la relativa destinazione, mediante apposita rendicontazione. Ne consegue un’attività di monitoraggio sull’evoluzione della situazione personale e/o familiare ovvero dell’impresa (nel caso di finanziamento all’impresa) – su cui il Volontario esprime di volta in volta una valutazione nell’applicativo Web. 

Per approfondimenti: www.prestitodellasperanza.it